giovedì 17 luglio 2008

Stop V - CAIRNS

Ultima tappa dopo 4500km effettuati in bus, eccoci ai tropici!

Cairns è una piccola cittadina che rappresenta il capolinea del 90% dei viaggi lungo la East Coast effettuati dai backpackers: in sostanza, ci si ritrova tutti qui.

E' inoltre il miglior unto di partenza per esplorare la Grande Barriera Corallina (ad est) o la foresta pluviale (a nord).

Decidiamo di sfruttare entrambe le opportunità e, dopo una notte insonne in ostello passata a bestemmiare dietro a una coppia particolarmente infoiata e rumorosa, partiamo per un tour della Daintree Forest.

Per prima cosa ci aspetta una breve crociera sul Daintree River per vedere i coccodrilli che abitano queste acque, poi una bella passeggiata a Mission Beach ed una camminata attraverso la foresta pluviale tra mangrovie, felci giganti e torrenti.

Una giornata bella e faticosa, ma a Cairns, come dice un motto di qui, “To sleep is not an option”: Cairns è carina, ordinata, non ha una bella spiaggia ma ha un complesso artificiale chiamato Lagoon con una piscina stupenda e gigantesca, che di certo non fa rimpiangere la mancanza di un lido vero e proprio.

Ma la peculiarità di Cairns è il fatto che qui ogni sera è sabato sera. Anche nei giorni più insulsi della settimana frotte di giovani affollano almeno un paio dei locali più celebri (segnalo qui Gilligan's e Woolshed) per ubriacarsi usufruendo dei mille "Happy Hours" e far festa fino all'alba. Ci s può facilmente dimenticare di che giorno della settimana sia, tanto l'afflusso rimane costantemente altissimo.

Cosa molto bella dei discopub australiani è che la gente ti attacca bottone con una facilità disarmante. Se un ragazzo è lì da solo, con una birra in mano, non si fa il minimo scrupolo a venire ad attaccarti bottone e si finisce spesso a passare la serata a ciacolare.

E' così che conosciamo Joe, strambo trentenne di Surfer Paradise che vive di surf e divertimenti. Quando ti vedi arrivare uno così, temi sempre che voglia insidiare il tuo innocente lato-b, invece qui è una cosa del tutto normale fare quattro chiacchiere con sconosciuti. In più la sua ossessione per i davanzali delle bariste (invero notevoli) ci offriva quella piccola rassicurazione in più per continuare la divertente conversazione senza altri patemi.

Ovviamente oltre al buon Joe in questi locali si incontrano anche “persone” più interessanti ed affascinanti, specie le ragazze che, col loro "effervescente" modus vivendi, rimpiangero' amaramente una volta in Italia. Ci siamo divertiti un sacco ogni sera.

Seconda gita: saliamo sullo yatch più lussuoso di Cairns (che riusciamo a permetterci solo con una sorta di offerta last minute) e partiamo alla volta della Grande Barriera Corallina e di Upolu Cay, una lingua di sabbia in mezzo all'oceano lunga 30 metri circondata da fondali spettacolari. L'immersione è magica: i fondali sono degni del più spettacolare dei documentari, i pesci son coloratissimi e dalle forme più assurde: trattasi probabilmente del momento più elevato dell'intera vacanza.

Dopo un pasto luculliano torniamo in acqua. Mi tuffo con dei gamberi in mano e vengo circondato da enormi esemplari di batfish che impazziscono attorno a me. Alla fine li imbocco cercando di scattare nel contempo delle buone foto.

Anche lì, avere questi pescioni che ti nuotano attorno entrando a contatto più volte senza timore, è una sensazione magnifica.

E' davvero frustrante cercar di descrivere quanto visto, non rende nemmeno l'1% delle sensazioni provate, perciò prima di morire non fate i pigri, comprate un biglietto aereo ed immergetevi nella G.B.R. (Great Barrier Reef, come la chiamano qui).

Nell'ultima sera insieme io e il prode Stefano decidiamo di condividere un'ultima esperienza esotica ed andiamo in ristorante a mangiare coccodrillo.

La carne è bianca, alla vista è simile al pollo, mentre il gusto è davvero leggerissimo e dolciastro. Mi è piaciuta, ma non c'è gara con la ben più gustosa carne di canguro o di emù (consumate nel medesimo pasto).

Così il giorno dopo Stefano mi lascia per andare a Sydney al WYD.

Devo dire che son contento di aver condiviso quest'esperienza con lui. Pensavo che sarei diventato insofferente, alla lunga, nei confronti di un qualunque compagno di viaggio. Invece, essendo simili in molte cose, siamo riusciti a decidere, organizzare e vivere tutto senza il minimo screzio.

Ah, a proposito, sotto questo post trovate quello sulla crociera alle Whitunsays, li ho postati insieme, percio', se vorrete, buona continuazione di lettura.

Quanto a me, dopo la partenza di Stefano resto un ultimo giorno a Cairns, sotto la pioggia battente, così decido di fare l'ultima mattata di questo strambo viaggio.

Quale? A presto...

Stop IV - WHITSUNDAY ISLANDS + AIRLIE BEACH

Dopo Fraser Island ci aspetta una nuova avventura: una crociera di 3 giorni e 2 notti a bordo di un catamarano attorno alle Whitsunday Islands, avamposto della Grande Barriera Corallina.

Come sempre si compra l'alcool, ci si dirige al porto e si parte.

La sorpresa è scoprire che 3 dei nostri compagni di squadra a Fraser (Das, Rachel e Steven, nordirlandesi di Belfast) ci affiancheranno anche in questa avventura, insieme a tre canadesi, un israeliano, quattro gallesi, due inglesi, un tedesco e quattro francesi.

Sembra l'inizio di una barzelletta.

Si parte e dopo un paio d'ore comincia a piovere.

Nella brochure dell'agenzia avevamo letto che il catamarano disponeva di posti letto per tutti, ma che comunque la possibilità più gettonata era quella di dormire sul ponte, sotto le stelle.

La realtà, ben meno romantica, ci presenta 4 posti letto sottocoperta stile cella punitiva in campo di concentramento e nient'altro. La notte sul ponte non è una possibilità, ma una necessità per la quasi totalità degli occupanti.

Bello, simpaticissimo, ma non con quel vento e quella pioggia incessanti.

Tanto per cambiare la buttiamo sul bere e, con classe superiore rispetto ai nostri compagni, non ci accontentiamo del “goon”.

A proposito: la parola è slang che indica la gettonatissima vinazza in cartone di qui (costa meno di 10$ per 3 litri...) che dicono contenere di tutto, ma proprio di tutto, ma non vero vino. Ne ho abusato la prima sera a Fraser e mi ha causato uno dei più allucinanti mal di testa della mia vita.

Comunque noi appunto abbiamo del whisky (chiaramente di serie z), niente “goon time” per noi.

La gente è simpatica e ci si diverte. Anche se tutti vanno a nanna presto, verso le 23, lasciando Das solo a rantolare chiedendo compagnia.

A nanna, appunto... Mi tocca dormire in un sacco a pelo sul tetto del catamarano.

Condizioni pietose: il piccolo telo-tettoia contiene a malapena la pioggia, ma non può nulla contro il vento gelido.

Comunque il sacco a pelo è caldo, e per una volta il cappuccio della mia felpa serve a qualcosa... Dormita stranamente ottima.

La mattina dopo, tanto per prendere a calci nelle palle le nostre flebili speranze, il tempo continua ad essere una merda.

Si approda a Whitsunday Island, la più grande delle isole dell'arcipelago, dove, dopo un breve bushwalking ci attende Whitheaven Beach.

Il cielo è grigio ma almeno smette di piovere. E la spiaggia ci ripaga di tanta umidità: un posto paradisiaco, la cui sabbia è composta al 99% di silicio puro. Tradotto: la spiaggia è bianca che più bianco non si può, una meraviglia. Il tutto è circondato da un bellissimo mare turchese. una visione davvero mozzafiato. Quasi quanto quella delle quattro francesi che, entusiaste della vista, decidono di tuffarsi in mare e sfociare in un non poco esibizionistico ma nondimeno apprezzato topless.

Seconda ed ultima sera sulla barca, ormai il gruppo è unito e l'atmosfera di festa ci distrae dall'ennesima pioggia.

Lo skipper, il neozelandese Jimmy, ci intrattiene con storie da vecchio lupo di mare. Si beve, si ride e si scherza e, come successo a Fraser, quasi si prova malinconia all'idea di lasciarsi il giorno dopo.

E' difficile da spiegare, ma di condivide davvero tutto: disagi, emozioni, visioni, uno spazio vitale piccolissimo, esperienze e racconti personali... Ognuno nel suo piccolo ti lascia qualcosa dentro, ti diverte, ti fa incazzare, ti fa sognare o interessare.

E' tutto ciò che hai, una specie di mini-famiglia confezione singola, per 3 giorni, prima di perdersi per sempre.

Altra notte passata sul tetto del catamarano, altro risveglio alle 6.30, prima di essere letteralmente spinti in acqua alle 7.30 per l'ennesima sessione di snorkelling (per i profani, trattasi dell'immersione con maschera e boccaglio) sugli splendidi fondali dell'arcipelago, densi di coralli, spugne e pesci coloratissimi.

Si torna ma già si organizza una seratona tutti insieme per salutarci degnamente.

Ed è una gran serata: beviamo come spugne (tanto per cambiare) balliamo e facciamo festa in un paio di locali. Le due ragazze canadesi ci fanno sbellicare dalle risate, mentre gli irlandesi hanno la stupida idea a sfidarmi a chi beve di più. Alla fine constatiamo alla Alcohol test-Machine chi ha il grado alcoolico più alto per proclamare il vincitore che andrà premiato con un drink extra pagato dagli sconfitti.

Parte Steven: 0,65; poi Das: 1,7; infine il sottoscritto: 5,6.

L'italiano vince, e con lui vince l'Italia intera.

Alle 2 purtroppo dobbiamo lasciare l'allegra brigata e correre a prendere il bus che ci porterà a Cairns, ultima tappa del nostro viaggio.

domenica 6 luglio 2008

Stop III - FRASER ISLAND

Arriviamo a Rainbow Beach in ritardo, a causa delle peripezie del giorno precedente, perciò perdiamo il briefing con i nostri compagni di squadra.
Una passeggiata sulla spiaggia, poi scorta di alcoolici e via a letto perché il giorno dopo la sveglia suona alle 7.
Luke, il tipico coglionazzo australiano, si esibisce in un'introduzione all'isola che sembra più un numero di cabaret che un vero e proprio monito.
Non fate questo, non fate quello, ecc ecc.
La cosa più sensata che ha detto è stata: “ogni giorno della vostra noiosa vita, seduti davanti a computer in ufficio, dite a voi stessi “oh, come vorrei essere su un'isola tropicale ora...”. Beh, OGGI, è QUEL giorno, perciò preparatevi a spaccarvi e ad avere GOOD TIIIIMES!”.
Finalmente conosciamo la squadra, composta da 5 irlandesi e 4 nord-irlandesi. Morale: la comprensione è sostanzialmente difficilissima quando cominciano a parlare nel loro dialetto.
Caricato l'equipaggiamento, saliamo sulla nostra jeep, una Toyota Landrover che ne deve aver viste di tutti i colori, con 11 posti complessivi a sedere.
Equipaggiamento alcoolico: 5 casse di birra, 25 litri di vino bianco di serie Z, una bozza di bourbon e una di rum.
Luke ci mette in guardia: Fraser Island, come già detto, è fatta al 100% di sabbia, perciò niente strade o sentieri, si guida sempre e solo sulla sabbia. Il modo migliore per farlo è sfruttare il bagnasciuga, ma sbagliare di pochi centimetri, andando troppo verso l'acqua, può costare carissimo: il mare di Fraser è tra i più bastardi al mondo, talmente tanto che la balneazione è vietata.
Immergendo i piedi pochi centimetri in acqua ci si accorge che quando l'onda si ritira in flusso è talmente forte che ti trascina in acqua con un niente. Acqua, tra l'altro, infestata come poche da squali e meduse mortali.
Percio’ mettere due ruote nell’acqua col mare che ti toglie la terra da sotto significa ribaltarsi al 100%.
Meglio la sabbia soffice, direte voi. Ma è praticamente assicurato che si rimane impantanati ogni 5 metri.
Si parte, dopo pochi minuti di traghetto scendiamo sull'isola e cominciamo il nostri itinerario.
In barba a tutte le indicazioni, il buon Nick comincia a guidare come uno sciagurato, esibendosi in salti degni del telefilm Hazard. Ogni volta tremiamo per le sospensioni: romperle significa dover pagare 400$...
Ovviamente l'euforia la fa da padrona, quindi si comincia subito a bere in maniera scellerata: gli irlandesi si scolano una birra dietro l'altra mentre io e
Stefano ci dedichiamo a quella vinazza fetida.
Al primo stop, al Lake McKenzie, ognuno di noi si è già bevuto 5-6 lattine di birra o mezzo litro di vino. Incontriamo lì gli altri equipaggi, in tutto 6, e ci tuffiamo in questo meraviglioso lago dall'acqua (piovana) cristallina e dalla sabbia bianca e farinosa: un paradiso, ancora di più se sei completamente in bomba.
Al tramonto ci accampiamo insieme ad un altro equipaggio e si comincia con la musica. Alta, molto alta, forse troppo per chi, come me, aveva un mal di testa epico dovuto alla suddetta vinazza.
La mattina seguente visitiamo le Champagne Pools, ossia delle piccole piscine naturali protette da scogli, con acqua naturalmente effervescente all'interno.
Poi è la volta dell'Indian Head, un'altura dalla quale si ammira tutta l'isola.
È questo il posto da me prescelto per far cadere (accidentalmente) i miei amatissimi occhiali da sole, che dopo un volo di un centinaio di metri finiscono in mare. Nel mare più stronzo del mondo, altrimenti avrei fatto un giro più largo via mare per recuperarli.
Ci si accampa poi per l'ultima notte e si decide di accendere un fuoco, contravvenendo nuovamente alle indicazioni di Luke.
Dopo cena si finisce tutti a bere attorno al fuoco, ma la percentuale di irlandesi presenti (circa l'80%) finisce per trasformare la superiorità di Dublino su Cork nell'unico argomento possibile.
Proprio mentre, tazza di bourbon in mano, comincio ad annoiarmi, ecco che succede una di quelle cose che ti fanno sorridere: la bella della compagnia (ovviamente dell'altro equipaggio) mi attacca bottone dicendo che la sua amica è francese e quindi mi odia in quanto italiano.
Dopo aver dato della pezzente schifosa vicecampiona alla francese mi dedico alla più interessante fanciulla.
Mamma che bella.
Mora, capelli ricci, occhi celesti e carnagione scura.
Sarebbe già abbastanza, e invece no: trattasi infatti di un'affascinante macchina di morte, israeliana, con due anni di servizio militare alle spalle (nonostante i soli 22 anni d'età) ed un'esperienza di diversi anni nel krav maga.
Ozz, Tomass, tirate su le mani da sotto il tavolo... ecco grazie, posso continuare.
Rimaniamo a ciacolare davanti al fuoco per diverse ore, poi mi propone di svegliarci all'alba per vedere il sole sorgere sull'isola. Le dico di fare di tutto per svegliarmi, anche tirarmi un dingo in tenda se necessario.
Ah, i dingo, ora vi spiego:
Fraser Island è il regno dei dingo, i cani selvatici australiani. Sono numerosi e spesso aggressivi, hanno ucciso diverse persone negli ultimi anni.
Quindi da campeggiatore è sempre meglio stare attenti e non muoversi mai da solo.
Vado a letto, pensando a come sarebbe stato bello svegliarsi all'alba...
E poco importa che uno degli irlandesi mi collassi in tenda chiedendo ospitalità: mi aspettava comunque un buon risveglio.
E poco importa che cominci a piovere sulla tenda, tanto comunque sarebbe stato un buon risveglio.
Comincia a importarmi un po' di più quando, a pochi metri dalla mia testa, odo degli ululati durante la notte...
E comincia ad essere piuttosto importante quando, al posto della fanciulla, vengo svegliato dalle grida dei rangers che ci ordinano di alzarci e uscire dalle nostre tende.
Piove+dingo+rangers= niente alba con la tipa.
Ma mica finisce qui! I rangers cominciano con un super-cazziatone, spiegandoci che abbiamo infranto in una notte praticamente tutte le leggi dell'isola. I capi d'imputazione sono:
-accensione di un fuoco (è totalmente vietato sull'isola).
-uso di arbusti strappati dalla pianta per alimentare il fuoco (colpa degli irlandesi)
-abbandono di rifiuti sul suolo (avremmo ripulito il tutto una volta svegliati).
-abbandono di cibo fuori dai veicoli (il cibo aveva richiamato i dingo che si erano precipitati lì nella notte ed avevano banchettato: andare al cesso poteva diventare letale).
Riusciamo ad essere multati solo per i dingo e per il fuoco, per un totale di 600$. Il tutto mentre qualche coglionazzo irlandese spara, a tutto volume, una loro canzone tipica chiamata “We didn't start the fire”.
Per fortuna siamo in 22, quindi alla fine il danno economico è limitato.
Sistemiamo il tutto e ripartiamo, rischiando di morire altre volte per colpa dei salti sfrecciando a 100km/h sulla sabbia. Altre volte invece ci tocca tirare fuori dai guai (ossia dalla sabbia) l'altro gruppo. Sembrano disagi ma alla fine son momenti divertenti e forse i più speciali di questi giorni.
Si torna a casa e la nostra macchina passa miracolosamente l'esame meccanico: non abbiamo rotto le sospensioni, anche se avrei scommesso il contrario: si festeggia come dopo una vittoria ai mondiali.
Nick festeggia calciando un pallone, che apparteneva all'israeliana. Lei, che già lo odiava, si riprende il pallone e si allontana. Nick, sbruffone nel dna, le tira una specie di calcio in culo per finta, per sfotterla. A quel punto son servite 3 persone per portarla via prima che lo uccidesse. E, per Dio, so che avrebbe potuto farlo in meno di 5 secondi.
Fraser Island vuol dire sabbia ovunque: sul corpo, nei vestiti, nella tenda, nel sacco a pelo, nei cibi. Ma vuol anche dire avventura, campeggio piuttosto estremo, condivisione di tutto con persone che a malapena conosci, collaborazione continua per risolvere i mille problemi che un posto così ti crea. Davvero un'esperienza memorabile. E sarebbe di per sé già tanto, se non fosse che si svolge in uno dei posti più belli ed incontaminati del pianeta.
Purtroppo il giorno dopo si saluta tutti e si parte per Hervey Bay, tappa di relax prima della crociera di due giorni alle Whitsunday Islands, dove dovremmo incontrare alcuni degli irlandesi del nostro gruppo.
Avrei preferito ribeccare altra gente, ma (da fatalista nato) mi dico che forse è meglio così :P
Intanto gustatevi le foto a sinistra, a presto!

P.S.: Sotto c’e’ un altro post inedito, quello di Byron Bay: li ho postati insieme percio’, se vorrete, la lettura continua (anche se cronologicamente invertita)

Stop II - BYRON BAY

Quando arrivi a Byron Bay pensi che sia la città (invero cittadina) fatta su misura per te: si vive solo di mare, sole, surf e feste. Anche ora, nonostante qui sia inverno.
Il nostro “ostello” si rivela in realtà un'elegante villa arredata (una volta tanto) in modo delizioso e gestita da gente cui daresti le chiavi di casa tua dopo 2 min di conoscenza.
La prima cosa fatta una volta arrivati, accompagnati da un vicentino incontrato per caso per strada, è stata precipitarsi in spiaggia.
Dopo tutti i reumatismi causati dal freddo (se si può chiamare così) inverno di Melbourne, un po' di sole è quello che serve.
Un bagno nel Pacifico, un pomeriggio sotto il sole ed una nottata in un club esauriscono la nostra prima giornata.
Il secondo giorno, stoicamente, ci svegliamo alle 6 per andare a vedere l'alba a Cape Byron, estremità orientale del continente, famosa per il suo faro.
“A proposito, perché si chiama Byron Bay?” si chiederanno in molti.
Il Capitano Cook, scopritore del continente, ha voluto così battezzare il punto più orientale del paese, in onore del nonno (?!) del poeta Lord Byron, che aveva dedicato la sua vita alle esplorazioni.
Vabbè, ma torniamo a me e Stefano che scaliamo il Mortirolo alle 6 del mattino con le biciclette affittate il giorno prima: una fatica scellerata.
In più qualcosa va storto (tanto per cambiare) mentre cerco di cambiare marcia, e l'indifeso Shimano finisce in mezzo ai raggi in un'esplosione di rumori metallici, bestemmie e grasso di bicicletta.
Riesco, prendendo a pugni e calci la bici, a risistemare in maniera decente (ad esclusivo scopo estetico onde evitare di pagare riparazioni) il cambio e concludo la scalata tra mille imprecazioni.
Una volta arrivato, la vista mi ripaga di tutto: il sole sta salendo colorando di rosso l'orizzonte, il faro troneggia in cima alla collina, ma questo è solo il contorno (già di per sé mozzafiato).
Tutto intorno al capo, in questo paesaggio incantevole, decine di balene saltano e spruzzano acqua dagli sfiatatoi.
E' un momento a dir poco magico.
In questo periodo le megattere si spostano dall'Antartide per andare a partorire a nord, sulla Grande Barriera Corallina, e durante questo viaggio Cape Byron è un crocevia tipico dell'itinerario di questi cetacei.
Tornati in paese decidiamo di cimentarci nello sport del luogo: noleggiamo la tavola, la muta, e via di corsa a surfare.
Bellissimo, ma è davvero uno sport faticosissimo, specie col mare mosso che abbiamo trovato.
Ci prepariamo dunque a lasciare Byron in nottata, alle 3.15am, destinazione Rainbow Beach.
Immaginatevi questi due tipi, che hanno dormito 4 ore la notte prima, aspettare alla fermata del bus tutti imbacuccati ed infreddoliti, mentre davanti a loro si incrociano vagabondi, drogati, suonatori di strada ed ubriachi.
Tutta gente per bene.
La cosa più tragica è che arrivano le 3, le 3.15, le 4, e sto cazzo di bus non arriva...
Ci assale la paura: tutto è organizzato al millesimo di secondo per sfruttare al meglio i tempi: dobbiamo arrivare a Rainbow Beach prima delle 13 per partecipare al briefing obbligatorio di preparazione alla permanenza a Fraser Island che comincia il giorno successivo. Con questo ritardo siamo nella merda, tutto rischia di saltare: prenotazioni, soldi, coronarie.
La notte continua in modi sempre più surreali: uno dei vagabondi cerca di dimostrarci le sue abilità canore (senza successo...), un altro cerca di regalarci una felpa e si passa la notte tutti insieme al riparo in questa fermata del bus.
Uno dei vagabondi trova sotto una panchina un libro, in francese, e mi chiede di leggerlo e raccontarne la traduzione. Lo faccio perché, per quanto losco, questo personaggio si dimostra affabilissimo, e perché il mio francese, patetico, ancora mi permette di fare cose del genere.
Si scherza, si parla, si ride, fino alle 6.30, quando, accompagnato dall'esultanza dei nostri amici homeless appare all'orizzonte un bus Greyhound.
Il conducente ci spiega che il nostro bus si è rotto per strada e che lui avrebbe fatto di tutto per ridurre al minimo i nostri disagi. Con qualche chiamata ci organizza un veloce trasferimento Brisbane – Rainbow Beach dopo averci portati nella suddetta capitale del Queensland.
Alla fine eccoci qui, ce l'abbiamo fatta, i tour sono salvi e domani si parte col nostro gruppo di 9 persone (di cui ancora non conosciamo i componenti) per girare in jeep e campeggiare a Fraser Island, l'isola di sabbia più grande del mondo.
Abbiamo giusto avuto il tempo di comprare una bozza di bourbon ed una di Bundaberg, il dolcissimo rum locale, prima di dormire (dopo millemila tragicomiche ore di veglia) in vista di Fraser Island.
Ma questa è un'altra storia...

domenica 29 giugno 2008

Stop I - SYDNEY

La prima tappa del mio viaggio è stata Sydney, la città più famosa d'Australia.

La mia curiosità più grande era quella di stabilire personalmente la mia preferita tra Melbourne e Sydney: la rivalità tra le due è sentitissima.

Questa città mi ha comunque subito affascinato: edifici eleganti, strade ordinate e curatissimi parchi costellano il centro della città. Una lunga strada che attraversa Sydney da nord a sud ci ha portato dall'ostello ai luoghi più interessanti sul porto.

Piccola digressione sull'ostello: abbiamo soggiornato nel celeberrimo “Wake Up!”, eletto miglior ostello di grandi dimensioni del mondo.

I prezzi son altini rispetto alla media (che tradotto in europeo significa alla fin fine ridicoli 15€ a notte!), l'organizzazione è stupefacente e le possibilità di intrattenimento infinite.

In più nel piano interrato si trova il “Side Bar” ossia il discopub dell'ostello, in cui si entra gratis e si può far Baldoria (sì, con la b maiuscola!) ogni santa sera della settimana, senza notare nessunissima differenza tra giorni feriali e festivi.

Consigliatissimo, uno potrebbe andar a Sydney anche solo per star rinchiuso in quel posto una settimana...

Torniamo alla città: alla fine del lungo viale si giunge alla celeberrima Sydney Opera House, ossia quello che è senza dubbio l'edificio-simbolo di Sydney e, secondo i più, dell'intera Australia.

Alla sinistra del porto si trova l'Harbour Bridge, un ponte imponente che collega la zona sud e la zona nord della città, divisa in due da una baia.

L'Opera House è davvero un edificio celeberrimo, ma non avrei mai immaginato che le bianche “vele” che ne caratterizzano l'aspetto fossero ricoperte di lucide piastrelle bianche che ricordano un po' quelle tipiche dei bagni...


Il secondo giorno, alzandoci stoicamente alle 6.30 dopo una notte brava, abbiamo partecipato ad un tour alle Blue Mountains.

Trattasi di una catena montuosa a poche decine di km da Sydney intervallata da vallate spettacolari e rigogliose foreste di eucalipto.

E' proprio l'evaporazione dell'olio presente nelle foglie di eucalipto a formare quella tipica nebbiolina azzurra che sovrasta queste vette (da qui il nome Blue Mountains).

Il tour era guidato da un ragazzone di nome Ross, personaggio tranquillone e simpatico, che ha presto contagiato tutta la truppa col suo buonumore ed il suo stile rilassato.

Dapprima ci siamo fermati su un prato dove abbiamo avvicinato dei canguri selvatici, poi siamo arrivati al punto panoramico da dove è possibile ammirare l'incantevole vallata. Infine abbiamo passato due ore buone a fare bushwalking, ossia una camminata montanara dalle tre cime chiamate “Three Sisters” fino ad un altro punto della vallata attraverso 9000 scalini ricavati nella roccia e una fitta foresta pluviale.

Stancante da morire, ma i paesaggi che ho potuto ammirare valevano tutta la fatica del mondo.

Successiva serata tranquilla? Macchè: ci siamo scolati 1 litro di spritz (prodotto col prosecco trevigiano e l'Aperol comprati prima della partenza a Melbourne) per poi infilarci nell'ennesima bolgia al club dell'ostello.


L'ultimo giorno l'abbiamo dedicato allo shopping e soprattutto alla nostra missione: vedere la Opera House dall'acqua, con la stessa prospettiva con cui ognuno di voi se la ricorda.

Il problema è che il porto di Sydney è costellato di chioschi che cercano di vendere tour della baia in barca a prezzi gonfiati contando sulla dabbenaggine della gente.

Tuttavia non ci siamo fatti abbindolare ed abbiamo comprato un semplice ed economico biglietto del traghetto del trasporto pubblico, scegliendo (invero disponendo di indicazioni tutt'altro che chiare) una tratta che facesse una traiettoria favorevole.

Il risultato è stato a dir poco incantevole: la vista dell'Opera House dalla baia è assolutamente suggestiva. In più, senza neanche saperlo, abbiamo preso il traghetto che portava a Moreman Bay, una bellissima baietta chiusa a 10 min di navigazione dal porto, circondata da casette bellissime ed un romantico porticciolo. Abbiamo passato qui un'oretta nella quale abbiamo dovuto diventare membri del locale Yatch Club per poter bere un cappuccino.

Il viaggio di ritorno verso il centro di Sydney è stato memorabile: fortunatamente siamo partiti proprio nel momento più suggestivo del tramonto, con un cielo rosso fuoco che circondava l'Harbour Bridge e l'Opera House. Ne ho ovviamente approfittato per effettuare delle bellissime riprese con la telecamera.


In conclusione, Sydney mi è davvero piaciuta.

Mi son davvero divertito qui, nonostante un raffreddore epico che credo essere il regalo d'addio del mio coinquilino Jim ('cci sua...) e la febbre che ne è conseguita due sere fa (risolta, nel mio bello stile, a colpi di vodka liscia, secondo il modo di dire per cui “se fa male a te, immagina quanto può far male ad un microscopico virus”).

Penso di poter dire che questa città sia davvero (almeno per quanto riguarda il centro) più bella ed elegante di Melbourne, ma credo sia vero, come molti affermano, che Melbourne abbia un carattere ed uno stile superiori.

Prevedo comunque che, con buona pace di Carrie e Jenna, mi toglierò dal gruppo di Facebook chiamato “Melbourne is better than Sydney”.

Ora si riparte, destinazione Byron Bay e, speriamo, il caldo!

C ya mates!

domenica 22 giugno 2008

Day - 110

Salve fanciulli,
La mia permanenza a Melbourne e' ormai agli sgoccioli: mercoledi' sera parto per quel viaggione di cui ancora non sapete nulla.
Questa settimana nel frattempo son stato 3 giorni via con Carrie sulla Great Ocean Road.
Paesaggi meravigliosi, niente ressa visto che si trattava di giorni infrasettimanali, tempo splendido e qualche vezzo tipo camere con jacuzzi e prosecco trevigiano trovato inaspettatamente in un liquor-shop...
Credo che le foto che troverete alla vostra sinistra possano parlare piu' di mille parole, e' stata davvero un'esperienza indimenticabile.
Tra l'altro, come capita spesso in Australia, la "gitarella fuori porta" e' stata quantificata, al termine, in ben 1000km, non male.
Altra nota curiosa per me e' stata la constatazione che al di fuori di grandi citta' come Melbourne c'e' il NULLA.
Si puo' guidare per chilometri e chilometri senza vedere un segno di civilta'.
E le (rare) cittadine sulla strada, segnalate nelle guide manco fossero Firenze, non superano i 1000 abitanti.
Trattasi comunque di affascinanti villaggi fondati da balenieri e cacciatori di foche, davvero romantici nella loro solitudine.
Siccome anche il palato vuole la sua parte, abbiamo pure massicciamente usufruito del pesce freschissimo offerto nei ristoranti locali (per esempio li' le ostriche costavano come da noi i grissini).
L'ultimo giorno abbiamo attraversato pure un lungo tratto di foresta pluviale, col felci gigantesche ed alberi di eucalipto e di gomma ovunque.

Ma parliamo del viaggio, visto che ormai la definizione e' quasi completa.

Con chi?
Il mio compagno di viaggio sara' Stefano, classe '84, originario di Brindisi e laureando a Padova.
Devo dire che organizzare con lui e' venuto piuttosto naturale alla luce degli interessi e delle priorita' comuni (altro che i colombiani...).

Dove?
Partiamo da Melbourne in pullman e ci facciamo tutta la east-coast passando per Sydney, le Blue Mountains, Byron Bay, Rainbow Beach, Fraser Island dove campeggiamo per 3 giorni, Hervey Bay, Rockhampton, Airlie Beach, da cui partiremo per una crociera di 2 giorni e 2 notti attorno alle Whitsunday Islands, ed infine Cairns e la Grande Barriera Corallina.
Il percorso e' lungo 4500km, una distanza inimmaginabile, come dalla Florida all'Alaska, o da Lisbona a Mosca.
Il clima? Dalla neve Delle Blue Mountains al caldo tropicale di Cairns.

Quando?
Partiamo mercoledi' notte e torno a Melbourne il 15 luglio.

Come?
Abbiamo comprato un pass molto conveniente per usufruire dei pullman sull'intera tratta con soste infinite entro 45 giorni.

Perche'?
Perche' Sydney va vista, perche' le Blue Mountains sono blu, perche' Byron Bay ha la spiaggia da surf per antonomasia, perche' Fraser Island e' l'isola di sabbia piu' grande del mondo, perche' Hervey Bay e' la capitale mondiale dell'avvistamento delle balene, perche' Whitheaven Beach e' come mi immagino il paradiso, perche' Rockhampton e' la capitale australiana delle bistecche, perche' l'Australia tropicale e' straordinaria e perche' la Grande Barriera Corallina e', a detta di molti, forse la cosa piu' bella che si possa ammirare su questo pianeta.

Prometto che cerchero' di aggiornare il piu' possibile anche in viaggio, soprattutto in termini di fotografie che, come sempre in questi casi, sono piu' eloquenti di fredde descrizioni scritte.
Nel frattempo un bacio a tutti e FORZA AZZURRI (anche se stanotte mi dovro' svegliare alle 4.30am per andar a vedere la partita nel quartiere italiano...).
Baci

Alex

venerdì 13 giugno 2008

Day - 108

Ecco un elenco di stupide domande poste da chiunque abbia intenzione di andare in Australia (ma per quanto mi riguarda non credo di esser mai arrivato a tanto) giuntemi via mail da Silvia, che ringrazio!
Alcune son esilaranti.
Allego anche un video della mia (momentanea) seconda citta', cosi' vi fate un'idea.

The questions below about Australia are from potential visitors. They were
posted on an Australian Tourism Website and the answers are the responses
by the website officials, who obviously have an excellent sense of humour.

Q: Does it ever get windy in Australia? I have never seen it rain on TV,
how do the plants grow? (UK).

A: We import all plants fully grown and then just sit around watching them
die.


Q: Will I be able to see kangaroos in the street? (USA)

A: Depends how much you've been drinking.


Q: I want to walk from Perth to Sydney - can I follow the railroad tracks?
(Sweden)

A: Sure, it's only three thousand miles, take lots of water.


Q: Is it safe to run around in the bushes in Australia? (Sweden)

A: So it's true what they say about Swedes.


Q: Are there any ATMs (cash machines) in Australia? Can you send me a list
of them in Brisbane, Cairns, Townsville andHervey Bay? (UK)

A: What did your last slave die of?


Q: Can you give me some information about hippo racing in Australia? (USA)

A: A-fri-ca is the big triangle shaped continent south of Europe.
Aus-tra-lia is that big island in the middle of the Pacific which does
not.. oh forget it. ..... Sure, the hippo racing is every Tuesday night in
Kings Cross. Come naked.


Q: Which direction is North in Australia? (USA)

A: Face south and then turn 180 degrees. Contact us when you get here and
we'll send the rest of the directions.


Q: Can I bring cutlery into Australia? ( UK)

A: Why? Just use your fingers like we do.


Q: Can you send me the Vienna Boys' Choir schedule? (USA)

A: Aus-tri-a is that quaint little country bordering Ger-man-y, which
is...oh forget it. Sure, the Vienna Boys Choir plays every Tuesday night
in Kings Cross, straight after the hippo races. Come naked.


Q: Can I wear high heels in Australia? ( UK)

A: You're a British politician, right?


Q: Are there supermarkets in Sydney and is milk available all year round?
(Germany)

A: No, we are a peaceful civilization of vegan hunter/gatherers. Milk is
illegal.


Q: Please send a list of all doctors in Australia who can dispense
rattlesnake serum. (USA)

A: Rattlesnakes live in A-meri-ca which is where YOU come from. All
Australian snakes are perfectly harmless, can be safely handled and make
good pets.


Q: I have a question about a famous animal in Australia, but I forget its
name. It's a kind of bear and lives in trees. (USA)

A: It's called a Drop Bear. They are so called because they drop out of
Gum trees and eat the brains of anyone walking underneath them. You can
scare them off by spraying yourself with human urine before you go out
walking.


Q: Do you have perfume in Australia? ( France)

A: No, WE don't stink.


Q: I have developed a new product that is the fountain of youth. Can you
tell me where I can sell it in Australia? (USA)

A: Anywhere significant numbers of Americans gather.


Q: Can you tell me the regions in Tasmania where the female population is
smaller than the male population? (Italy)

A: Yes, gay nightclubs


Q: Do you celebrate Christmas in Australia? (France)

A: Only at Christmas.


Q: I was in Australia in 1969 on R+R, and I want to contact the girl I
dated while I was staying in Kings Cross. Can you help? (USA)

A: Yes, and you will still have to pay her by the hour.


Q: Will I be able to speak English most places I go? (USA)

A: Yes, but you'll have to learn it first





domenica 8 giugno 2008

Day - 103

Salve ragazzi,
Sono ancora integro, buona notizia.
Ma cosa sta succedendo ad Ale in questi giorni post-rissa?
Succede che venerdi' sera mi vedo arrivare uno spilungone Pakistano musulmano integralista di nome Mohammed pagato per fare da security nel nostro negozio.
Succede che mentre lavoro nel negozio sabato notte una sconosciuta irachena molto avvenente viene a prelevarmi, senza preavviso e senza darmi spiegazioni, su una fiammante Mercedes Coupe'.
Succede che mi porta all'altro negozio dove i miei capi, due fratelli turchi che non sono esattamente l'immagine della misericordia, hanno sgamato un componente della gang e gli hanno letteralmente sfasciato la faccia a pugni (con tanto di "lac' d' sangue" per terra) prima di chiamare la polizia e farlo arrestare.

Conosci il significato della parola "nemesi"?

Succede che cio' e' successo anche perche' si sentivano in obbligo di fare qualcosa di carino per me, dopo che, sabato scorso, son diventato il loro idolo per aver difeso Elchie ed il loro negozio.
Per questo mi hanno mostrato il sangue sul pavimento con la faccia che hanno la mamma e il papa' quando ti consegnano il tuo regalo di natale sotto l'albero.
Succede che, come capita sempre, hanno beccato l'unico della gang che era sempre stato gentile ed educato con me, e che per giunta, nonostante avesse inculato roba nel loro negozio diecimila (documentate) volte, non aveva nemmeno alzato un dito durante la rissa.
Ma non e' che si puo' sempre badare alle sottigliezze eh... (come hanno detto loro).
Succede che questo ora va direttamente alla corte e, pur non dovendo scontare nulla a proposito della rissa visto che le immagini delle telecamere a circuito chiuso hanno smentito ogni coinvolgimento durante quell'azione, verra' denunciato per una somma abominevole dai clementi fratelloni che si son gia' preoccupati di trovare gli avvocati piu' figli di puttana del paese per rovinare per sempre (per vie legali) la vita di questo personaggio e dei suoi spavaldi amici. E che Dio (non so se il mio od il loro) faccia in modo che il magistrato dia a questi ragazzi una punizione soddisfacente, altrimenti i turchi potrebbero vedersi costretti a punirli a modo loro...

Succede che ho imparato qualcosa: se proprio vuoi fare il figlio di puttana, serviti pure. Ma ricordati che c'e' sempre qualcuno molto piu' figlio di puttana di te pronto a farti il culo come una casa quando meno te lo aspetti.

Della serie "ma voi lo sapete di chi e' questa sala scommesse?".

Alla prossima con un racconto dettagliato delle tappe del mio prossimo viaggio.
C ya!

martedì 3 giugno 2008

Day - 91

Rieccomi!
La notizia della settimana è che i miei timori a proposito della mia bizzarra attività lavorativa si sono avverati:
Sabato sera ho avuto la mia prima rissa Aussie.
Ma andiamo con ordine. Anzi, parto col dire che sto bene, nessun danno rilevante.
Chicomecosaquandodoveperchè?
Sabato, dopo aver finito il mio turno ed aver chiuso il negozio alle 23, mi son diretto verso un altro negozio che sta in centro dove devo lasciare le chiavi dopo la chiusura.
Arrivato lì ho salutato Elchie, la simpatica supervisor del negozio, una ragazza turca che tra l'altro è pure coinquilina del mio amico colombiano Juan.
Appena entrato l'ho vista impaurita e mi ha spiegato che c'era una gang di "fioi oro dea Swanstonada" (in quanto trattasi di Swanston street), che entravano ed uscivano dal negozio attendendo il momento propizio per inculare roba.
La gang è conosciuta, è composta da ragazzi australiani ed ha compiuto diversi furti pure nel nostro negozio in passato. I componenti sono anche i simpatici protagonisti di quella rissa che aveva avuto come vittima il mio boss e come culmine la rottura di una bottiglia sulla di lui capa.
Elchie mi chiede di dare un occhio all'altra cassa finché il suo collega era in bagno. Proprio mentre lo dice uno di 'sti stronzi entra, afferra delle sigarette e fugge.
Elchie mi chiede di aiutarla ed io istintivamente zompo sul mariuolo che, nel frattempo era giunto appena al di fuori del negozio.
Lì, ad aspettarlo, c'era l'allegra brigata che, ovviamente stonfa, ha cominciato a sbraitarmi dietro.
Ho risposto che volevo solo indietro le sigarette.
A quel punto 'sti maledetti mi son saltati addosso in tre e mi hanno chiuso in un angolo. Uno mi ha tirato un pugno in bocca e un altro, nel suo bello stile, mi ha colpito con una bottiglia. Fortunatamente son riuscito a pararla un po', perciò mi ha colpito sulla nuca anzichè in fronte.
Una frazione di secondo dopo mi son saltati addosso in tre e, anche per merito del fatto che avevo dimenticato di togliermi il mio pesantissimo zaino dalle spalle, son caduto di schiena (qui però lo zaino è stato utile...) ed i tre hanno cominciato a prendermi a calci sulla testa e sul corpo.
Stordito per la bottigliata e credendo di avere la testa aperta ho calciato sugli zebedei uno, mi son alzato ed ho spaccato la bocca agli altri due.
Un raptus, razionalità 0.
Tant'è vero che ho afferrato la testa di uno di questi e l'ho stretta fino a che non mi son rimasti in mano il suo cappello ed il cuoio capelluto :) .
Liberatomi ho visto in lontananza una macchina della polizia ed ho invano cercao di richiamarne l'attenzione.
Nel frattempo un fio asiatico, semplice ed ignaro avventore del negozio, è uscito ed ha tirato due pigne in bocca ai due tipi che avevo colpito.
Così, tanto per gradire.
Questi se la sono poi data a gambe.
Scena successiva con Ale che constata l'integrità di denti e testa ed urla come un ossesso che li vuole indietro per ammazzarli.
Scherzi a parte l'adrenalina mi ha massacrato, volevo specificatamente mangiargli il cuore in quel momento. Sembra una stronzata ma non potete capire che rabbia si prova dopo una situazione del genere.
Segue intervento della sonnolenta polizia victoriana (dopo mezz'ora) e notte passata in centrale a raccontare la mia versione.
Qui la polizia fa cagare, e preferiscono di gran lunga rompere i coglioni a gente tranquilla che si beve una birra passeggiando piuttosto che affrontare 'sti criminali.
Comunque il bollettino di guerra è ottimo: ho un taglio sul labbro che è tuttora così gonfio che sembro Angelina Jolie, solo con meno figli.
Ho pure un bernoccolo sulla nuca che non mi permette di appoggiare la testa per dormire la notte.
La cosa buona però è che sto benissimo in rapporto alla violenza ed alla quantità dei colpi ricevuti.
La parte legale di me si è già procurata i documenti necessari per denunciare i mariuoli, con l'ausilio delle telecamere a circuito chiuso del negozio che hanno filmato il tutto, e chiedere un sostanzioso risarcimento per i miei "Phisical injuries", le mie "financial losses" inventate ad hoc, ma soprattutto i miei irreparabili "Emotional traumas suffered as a result of the crime". Mi potrò sbizzarire tra crisi di panico, notti insonni, stress permanente ed altri simpatici "effects on my sense of well being and enjoyment of life" (come da documenti).
Maledetti.
Vi mangio sì il cuore, ma pure la casa.
Nella parte terrona di me comunque la voglia di massacrarli sussiste. Ormai lavoro con in tasca un coltello ed accanto alla cassa una gioiosa mazza da baseball.
So che torneranno anche perché sanno dove lavoro.
E continuo ad avere raptus di rabbia pensando a quanto successo. Non so sinceramente dirvi come finirà quando li rivedrò. Spero non succeda, o finirò in guai ben peggiori di loro.
Anche perché la polizia è davvero troppo ridicola per essere d'aiuto e fornire una qualche forma di protezione.
Per oggi è tutto, le altre news un'altro giorno.
Baci a tutti.

lunedì 26 maggio 2008

Day - 83

Buondì fioi!
Come sempre ho aspettato a scrivervi per avere qualcosa di certo e definito da raccontare, visto che la situazione era piuttosto indecifrabile.
Fra le sfighe della settimana possiamo citare l'auto-combustione del mio amatissimo cellulare, la conseguente spesa per un cellulare nuovo (invero costato solo 59$), una probabile broncopolmonite in corso, curata lavorando ieri per un'ora nella cella frigorifera del Liquor Shop...

La vacanza sulla East Coast sta prendendo forma, ho fatto conoscere l'amico italiano (Stefano) e i due amici colombiani ed entro mercoledì vogliamo chiudere con l'organizzazione.

Il lavoro va sempre bene, ogni settimana mi assegnano solo 16 ore, ma riesco sempre ad ottenere almeno il doppio (e il doppio della pecunia) con gli straordinari.

La notizia positiva della settimana è l'insperato recupero della mia cauzione presso il padrone di casa, famoso per essere il "peggior landlord d'Australia"...
Famoso in che senso? Tg, giornali, youtube... famoso vi dico.



Chissà poi perché... sarà mica perché son dieci anni che ruba cauzioni per un valore totale di tipo 30.000$ e che ha ricevuto così tanti richiami dal tribunale che è diventato famoso in tutta l'Australia...?
Come ho fatto ad avere i miei soldi indietro?
Come insegna il buon Bepi, per avere successo con un bastardo italiano l'unica via è dimostrarsi più bastardo e più italiano di lui. Così mi son presentato con piglio incazzato ed insofferente presso questo manigoldo, sussurrandogli semplicemente che le complicazioni per lui nel sottrarmi quei soldi sarebbero state di stampo squisitamente extra-legale. E dopo la mia frase "non fare l'italiano con uno più italiano di te" è entrato nell'ufficio borbottando e mi ha restituito il maltolto.
Il giorno prima ero stato nell'ufficio dell'associazione degli inquilini, dove mi era stato detto che quell'uomo è veramente un criminale e che nessuno, a memoria d'uomo, ha mai ricevuto i soldi indietro.
Il fatto è che si trattava sempre di altri turisti, non italiani, che credevano (poverini...) che la via legale fosse la più efficace per ottenere qualcosa con quel mariuolo.
"Italiano di dove?" chiederete voi. Non so di preciso, posso solo dirvi che non appare altoatesino e che è arrivato in Australia su una nave chiamata "Sorrento"(...).
Ah, per la cronaca si trattava di 400$, mica una bazzecola.
Importante, visto quanti soldi mi sputtanerò nel viaggio...

In settimana ho anche cucinato per i miei ex compagni di corso. Una bella cena con peruviani, giapponesi, coreani e brasiliane. E l'ennesima trionfale carbonara.

Ho trovato l'Aperol qui, perciò curo i miei (peraltro rari) momenti di stress con nostalgici spritz.
Oggi ho anche comprato del caffè Lavazza, perché non ce la faccio più a bere brodaglia. Dopo aver bevuto il primo le mie papille erano così entusiaste che mi son messo a saltare in giro per casa.
Ridicolo, direte voi. Provate voi a bere acqua calda sporca di nero per tre mesi e poi ne riparliamo.
Ora devo cucinare, agnello al forno con patate e salsa di peperoni.
Dio salvi l'Italia che il mondo ne ha bisogno.

Un bacione, a presto (stavolta per davvero!)

domenica 11 maggio 2008

Day - 75

Buongiorno signore e signori,
Mi scuso (qualora fosse stata causa di disperazione per qualcuno) per la mia assenza prolungata, ma volevo aggiornarvi solo dopo aver preso delle decisioni piuttosto cruciali.
Grazie alle pressioni (non so di quale natura) esercitate dalla compagine colombiana sono riuscito ad avere un lavoro. Ovviamente devo ringraziare i suddetti amici sudamericani, il cui scopo era quello di mettermi nelle condizioni di fare il viaggio verso il tropico insieme a loro a luglio.
Lavoro in un Liquor Shop, ironia della sorte.
La cosa bella e' che ho dovuto lavorare per 4 giorni senza paga, a mo' di training. Devo pero' ammettere che trattasi di una pretesa giustificata, dacche', durante il mio orario, dovro' gestire il negozio completamente da solo.
Il mio supervisor e' arabo e, credo, musulmano, percio' di alcoolici non sa una cippa visto che non li ha mai nemmeno sfiorati.
E' quindi stato piuttosto divertente scoprire che quella che sembrava un'interrogazione sui vini e sul loro sapore era invece una semplice richista di spiegazioni di uno che i vini proprio non li aveva mai assaggiati.
Da par mio ho sfoderato cavolate degne del miglior "Gusto" del TG5, tipo il retrogusto di locanda antica... Ma ho anche capito che l'importante e' sembrare convinti di quel che si sta dicendo, anche se talvolta rimanere seri e' davvero difficile.
Parte del mio lavoro e' l'interazione con soggetti gravemente alcoolizzati e con teppisti tagliagole che di tanto in tanto si divertono a rubare merce o a spaccare bottiglie in testa a chi tenta di fermarli. Storie che mi hanno raccontato solo dopo che ho rinvenuto vicino alla cassa una mazza da baseball ancora sporca di sangue...
E vabbe', San (il Signor) Idan mi proteggera' dall'alto e al limite (ma proprio AL LIMITE) credo/spero di potermi parare il culo col krav maga.
I miei colleghi son tutti simpaticissimi, nota molto positiva:
Il mio supervisor e' piuttosto giovane, viene da Dubai e impone ai sottoposti di ascoltare metal mente si lavora (che figata).
Altri due sono turchi, uno matto calcio e l'altro matto... beh quell'altro argomento predominante quando si parla tra uomini.
Gli ultimi due sono un ragazzo indonesiano, simpatico pure lui e Lucas, il mio amico colombiano.
La parte peggiore del lavoro (se cosi' si puo' dire) e' che, specie di mattina, e' noiosissimo, con tempi morti di oltre un'ora.
Tuttavia ci si puo' portare musica e libri, ed essere pagato per stare seduto con l'aria condizionata ascoltando Coverdale e leggendo Palahniuk, circondato da oltre 20 tipi di whisky (tutti assaggiati... N.d.A.) e' decisamente una situazione di cui esser felici. Roba che fare a bottigliate in testa puo' diventare un simpatico diversivo da auspicare.
Oggi ho avuto l'esame finale per essere assunto: ho dovuto aprire il negozio da solo ed eseguire tutte le procedure di cassa, poi il supervisor ha mescolato tutte le posizioni dei vini negli scaffali ed ho dovuto sgamare le bottiglie in posizione errata e rimetterle apposto, infine ho dovuto eseguire qualche altra operazione con la cassa supercomputerizzata (che pure per uno smanettone richiede un po' di pratica).

Da bravo minchione ieri sera, nonostante mi fossi ripromesso di non fare troppa baldoria e non bere troppo per essere fresco per il test, mi son ritrovato in un disco-pub coi colombiani, un'autentica bolgia, con musica dal vivo (quasi tutto rock '80s amici miei...) e whisky a fiumi.
Ah, badate bene: ballare con una colombiana (se di ballo si puo' parlare quando il protagonista sono io) e' un'esperienza da inserire nella "To do list". Astenersi cardiopatici.
Tanto per rispolverare la morigeratezza di Gabbiana memoria, dopo un tot di Jack&Cola ho proposto ai fioi di bere l'ultimo shottino prima di fermarmi del tutto.
Solo che "l'ultimo" e' stato un assenzio.
Ora, giuro che non ho visto nessuno con la faccia rigirata (altra Gabbiana memoria), ma davvero il risultato era ben distante dalla sobrieta' che mi ero prefissato ad inizio serata.
Dopo 3 ore di sonno, con gli occhi rosa come un coniglio da laboratorio, ho cercato di ripigliarmi con un caffe' al bar.
"Can I have a coffee please?", dissi io
"33, 50 or 75 cl?" disse la barista.
Ma Sant'Iddio, come ca#*o si fa a bere una brodaglia del genere... Altro che ripiglio, quella e' sboccata sicura.
Ho optato allora per quello che loro chiamano "latte", ossia un bel bicchierone di latte (Tomestriana memoria qui, N.d.A.) di serie Z con dentro due dita di caffe' annacquato. Peggio di un calcio sui cocomeri.
Comunque tutto e' bene quel che finisce bene.

Come ultimo tassello per questa fase decisionale, dovro' andare alla Emirates per chiedere se e' possibile cambiare il mio volo (previsto per il 2 giugno) spostandolo al 20 luglio circa.
E' davvero un'impresa, perche' in quei giorni si conclude la Giornata Mondiale della Gioventu' (che si terra' a Sydney quest'anno) e quindi orde di europei vorranno precipitarsi a casa in quello stesso periodo. Sarebbe un casino enorme per me se non potessi spostare il volo come ho progettato.
Che Dio me la mandi buona.
Anche se credo che, dovendo scegliere, la mandera' migliore a quelli del WYD.
Un abbraccio a tutti e un bacio a tutte.

C yaaa!

P.S.:
a breve inseriro' altre foto della mia ex-classe, dei miei amici e di alcune serate, le troverete nella colonna di sinistra.

mercoledì 30 aprile 2008

Day - 57

Ciao fioi!
Arriva l'autunno, qui a Melbourne, e con lui il momento delle scelte.
Finiro' il corso alla fine di questa settimana.
In questi giorni ho trovato due lavori, in un'enoteca ed in un ristorante di un certo livello.
L'unico piccolissimo problema e' che pretendevano lavorassi li' almeno per un anno, ragion per cui ho dovuto declinare l'offerta in ambo i casi.
Di fatto mi pare che sia giunto il tempo, per me, di levare le tende, muovermi da Melbourne, sfuggire alla morsa autunnale e cominciare a girovagare per questo splendido continente.
Cosa mi ferma? Un po' la voglia di viaggiare con i miei amici colombiani in luglio, come si era programmato. Un po' la voglia di passare ancora del tempo con l'autoctona fanciulla, con cui davvero sto (contro ogni mia piu' rosea aspettativa) benissimo.
Comunque resta il fatto che l'idea migliore e', per me, quella di organizzarmi in questa settimana e levare le tende nell'arco di un paio di settimane.
Inutile spendere altri soldi per rimanere qui, una volta conclusa la scuola. Non perche' qui sia caro, anzi, ma il problema con la carta di credito ha abbastanza scolvolto i miei piani ed accorciato le mie finanze.
Vi aggiornero' sulle mie decisioni. Credo che comunque la mia prima tappa sara' Sydney.

Lo scorso weekend son stato in giro a divertirmi con gli amici. In particolare sabato sera son andato a far baldoria in giro per la citta' con i miei amici e la loro coinquilina (tutti colombiani).
Da brave canaglie mi hanno spiegato che il modo migliore per prendersi una stonfa a Melbourne, visti i prezzi degli alcoolici (ipertassati visto che questi l'alcool non lo reggono) e' comprare bottiglie ed un pratico sacchetto di ghiaccio da 5kg nel liquor shop dove lavorano (con sconto), scegliere un locale, lasciare il ghiaccio in un luogo appartato al di fuori del locale stesso ed introdurre le bottiglie camuffate sotto un cappotto (di solito le ragazze servono a questo), per poter poi consumare le bottiglie stesse in santa pace, seduti, nel locale.
Con 'sta scusa ci siamo sparati 2 litri di whisky e delle tequile in 3. Il risultato e' stato che il buon Juan, solitamente persona squisita, si e' trasformato in una specie di RabiaJoven (chi puo' capire capisca) ed ha cominciato a cercare di attaccare rissa con tutti i buttafuori del locale, ma solo dopo esser stato buttato fuori dal locale d'origine.
E' stato piuttosto faticoso cercare di trascinarlo a casa, nonostante non fossi poi cosi' sconvolto.
Il giorno dopo le conseguenze alcooliche sono state, per fortuna ed inaspettatamente, molto contenute. Meglio per me perche' avevo fissato un colloquio di lavoro (per lavorare come cameriere... ebbene si', qui fanno i colloqui di lavoro, neanche dovessi esser assunto come ingegnere aerospaziale) dall'altra parte della citta'.
Dopo un'ora di tram ed accompagnato da un latente sapore di maredieselmerdamortevita in bocca, mi son sentito dire dalla baldracca manager del ristorante (si', manager, per un posto che terra' 20 persone. Imparate a far da mangiare cialtroni, altro che manager...) che si era dimenticata di dirmi che potevo esser assunto solo se avevo una macchina perche' i turni di lavoro sarebbero spesso finiti dopo l'ultimo tram.
...se vi odio...
Ma non e' stata la peggior esperienza con un ristoratore.
Un altro figlio di cangura, che avevo contattato via mail giorni prima proponendomi come cameriere a seguito di un suo annuncio, mi ha chiamato alle 11 di sera, mentre stavo per andare a dormire, autocelebrandosi come il famoso proprietario di un famoso ristorante (fake)italiano. Ha cominciato a parlare come una macchinetta un inglese incomprensibile, concludendo la sua logorrata con un'interrogazione sui vini bianchi italiani.
********!
Tra l'altro, dopo un primo momento di incredulita' e sorpresa, citati alcuni vini, mi son reso conto che, tra l'altro, non ne sapeva un emerito cazzo. Sto bastardo fakeitalian
Alla fine con una scusa l'ho liquidato, ma il nervosismo scaturito da quella telefonata mi ha accompagnato per parecchi giorni.
Credo di poter concludere che trovare lavoro a questo punto sia una cosa stupida. Ho voglia di viaggiare, e se proprio resto inculato o a corto coi soldi (ormai, vista la mia buona stella, mi aspetto di tutto) me ne vado in qualche farm a lavorare una settimana.
Sono posti tipici per backpackers: sostanzialmente trattasi di fattorie in culo ai lupi, con ostello annesso, dove ti offrono vitto, alloggio ed una generosa paga (oltre alla possibilita' di rinnovare il visto) per farti lavorare circa 8 ore al giorno a raccogliere frutti sugli alberi, o curare le piante, o badare agli animali... lavori da fattoria insomma.
Dicono sia una bella esperienza, anche perche' di solito si fa in un posto dove il sole splende sempre, pieno di altri backpackers, e si guadagnano molti soldini in poco tempo, anche perche' si vive cosi' isolati che e' impossibile spenderli.
Trattasi, comunque, di extrema ratio.
Comincio a sentire nostalgia persino di Mestre, ma mi consolo pensando al viaggio che mi aspetta tra poco...

Un abbraccio fioi!

giovedì 24 aprile 2008

Day - 51

Ciao amici,
Mi scuso per l'assenza ma davvero dall'ultimo post me ne sono capitate di tutti i colori:
Per prima cosa ho cominciato ad avere difficolta' a ritirare i soldi dal bancomat, diceva sempre che avevo esaurito i fondi della giornata anche se non avevo prelevato nulla.
Erano giorni critici: dovevo pagare 720$ di affitto ad un uomo col quale e' meglio non fare debiti, poi capirete...
Alla fine ho deciso di controllare il mio conto via internet ed ho scoperto che qualcuno si stava dedicando allo shopping piu' scellerato coi miei soldi in Colombia e negli Stati Uniti.
Circa 3000euro inculati. Carta bloccata e da buttare.
Dopo la prima raffica di blasfemie ho capito che ero totalmente fottuto.
E' pur vero che in questi casi si viene pienamente rimborsati, ma e' anche vero che l'operazione necessita solitamente di qualche mese.
E la carta di credito, com'e' facile intuire, era lo strumento piu' importante di tutta la mia trasferta australiana.
Ah, tanto per gradire, quello stesso giorno i rotti in culo della pizzeria mi hanno chiamato per dirmi che, provate 6890673469087 persone, avevano finalmente trovato la candidata ideale e che mi salutavano caramente. Fottetevi, voi e la vostra fake-pizza.

Ma mica finisce qui...
La cosa piu' divertente e' stata sapere che il mio padrone di casa e' finito sul telegiornale nazionale in quanto trattasi del piu' celebre truffatore/manigoldo/ladro di cauzioni di tutta l'Australia.
Evvai.
Le mie residue speranze di riavere la cauzione (trattasi di 360$, che per uno che si e' appena visto fottere la carta di credito non son bruscolini...) si appendono al fatto di avere una copia del contratto e SOPRATTUTTO un ottimo rapporto col suddetto mariuolo, son di certo il suo inquilino preferito (forse perche' entrambi italiani): vuole sempre scambiare quattro chiacchiere, mi fa pagare meno degli altri, mi dice sempre che sono un bravo ragazzo ed alla luce di cio' mi ha voluto regalare dei biglietti-invito gratis per un Penthouse Party (Dio solo sa come puo' averli ottenuti) anche se per impegni non ci son potuto andare...

Vedremo... tanto, peggio di cosi'....
Nel piatto positivo della bilancia ci posso mettere che il tempo qui anziche' peggiorare (autunno inoltrato) migliora di giorno in giorno e che le punture d'insetto non si sono piu' manifestate.
Lo so, trattasi di un magro bottino al cospetto dell'abbondanza del piatto negativo.

Ho partecipato al BBQ ed alla cena di cui vi avevo parlato: al cospetto dei miei compagni di corso ho preparato una maestosa carbonara da 1,5kg che ha deliziato colombiani e koreani.
Dopodiche' siamo passati alla vodka, i colombiani si son dimostrati ottimi compagni di bevute.
Inseok, il mio compagno koreano, non e' stato altrettanto valoroso nell'esibizione etilica, tant'e' che ha passato mezza nottata a rantolare e l'altra mezza a sboccare come un idrante.
Per un koreano sfidare me nel bere vodka e' una scelta piu' stupida di quanto lo sia per me lo sfidare un koreano ai videogiochi (vd. post precedente).

Ora, in generale, la situazione e' semplice, nella sua drammaticita':
- o trovo un lavoro entro pochi giorni che possa permettermi di finanziarmi delle settimane (max 6-7) extra di permanenza.
- o me ne devo tassativamente tornare a casa nella data prevista (1 giugno), anticipando quindi l'inizio del mio viaggio attorno all'Australia: fra non piu' di 10-15 gg quindi.

Ai posteri, ed a quei rotti in culo mafiosi dei gestori dei ristoranti italiani di Melbourne l'ardua sentenza.
Altra piccola novita': per queste due ultime settimane ho cambiato corso: ora sto seguendo quello per propositi universitari, il piu' avanzato di tutti, pensato per chi vuole studiare qui.
L'ho scelto perche' almeno si lavora di piu', mi pare piu' impegnativo.
In piu' le mie compagne di corso son quasi tutte molto carine stavolta... cosa che non guasta mai.

Per ora vi abbraccio, vado a mangiare al parco, sotto un victoriano sole cocente, durante il break-time delle lezioni.
C ya!

giovedì 17 aprile 2008

Day - 44

Hi mates!

La mia prova come cameriere nella pizzeria e' andata bene, mi pare di non aver ustionato nessuno con pummarola bollente e mozzarella filante. Tuttavia i gentili gestori hanno avuto la simpatica idea di attendere il termine della serata per dirmi che volevano provare altre 3 persone prima di decidere.
A parte il fatto che stanno facendo una selezione neanche dovessero cercare un ingegnere termonucleare, il problema e' che praticamente chiunque nell'universo ha piu' esperienza di me come cameriere, percio' la vedo discretamente male.

Come sempre incapace di provare angoscia, me ne vado avanti per la mia strada continuando il corso ed organizzando feste con i miei amici austronippokoreaneozelancinoperubrasilcolombiani.
Continuo a scoprire nuovi aspetti di questa movimentata citta' e della sua gente e davvero ci sarebbero centomila piccole cose da raccontare.
L'atmosfera e' sempre rilassata e cordiale: ad esempio e' prassi ringraziare e salutare l'autista dell'autobus al termine della corsa, o chiedere alla cassiera del supermercato come e' andata la giornata e che progetti ha per il weekend.
Vi e' mai venuto in mente di ringraziare un autista ACTV al termine della corsa?
A parita' di abilita' nella guida, salutare un Aussie e' certamente piu' appagante che rivolgere la parola, per un qualsivoglia motivo, ad uno di quei cancari autisti chioggiotti dell'ACTV. E decisamente meno pericoloso.

A scuola, nonostante il melting-pot, continuo ad essere l'unico europeo e la sensazione e' davvero stranissima. Anche intrigante, se vogliamo.
E' divertente notare come ti guardano le asiatiche, per esempio. O come gli indiani notino con disgusto che non emani per niente il loro tipico odore di cipolla.
O come i koreani mi inseguano per i corridoi gridando "Buongiorno" per chiedermi cose sull'Italia, su Venezia, sull'Euro e (argomento preferito, chissa' perche') sull'Accordo di Schengen.
Tra le mille sfaccettature culturali di cui posso inebriarmi, in quell'edificio, la scoperta della settimana e' che gli indiani evidentemente ritengono l'acqua un bene talmente prezioso, che dopo aver fatto alla pipi' si lavano solo la "mano di sostegno", salvaguardando l'altra dall'azione erosiva dell'acqua.

A proposito di Asia, domenica la citta' e' stata paralizzata da 2000 studenti cinesi che, con la consueta spontaneita' ed autonomia di pensiero, si sono organizzati in un'identita' di magliette, slogan e striscioni per poi riversarsi altrettanto spontaneamente (in ordinatissima fila per tre...) nella via principale, paralizzando la citta'.
Il motivo? Qui viene il bello: sostengono che i media internazionali stiano mistificando la realta' della situazione cino-tibetana per mettere in crisi la buona riuscita delle olimpiadi.
A parte che se il governo cinese non avesse espulso tutti i giornalisti dal Tibet, FORSE avremmo un'informazione piu' completa, ma soprattutto una manifestazione cosi' artefatta non puo' che far schifare ancora di piu' i paesi occidentali a proposito del controllo mentale esercitato dal governo di Pechino nei confronti della popolazione.
Eroe del giorno e' stato un uomo australiano sulla quarantina che, esasperato dall'interruzione dei trasporti pubblici causati dalla manifestazione, si e' affiancato agli spontanei organizzatori che spontaneamente invitavano con democratico megafono i manifestanti a rispettare la spontanea fila per tre e a compattare i ranghi per non esser bloccati dalla polizia. Da li' ha cominciato a gridare a squarciagola "Let's go, fucking sheeps, let's go!!! You are bloody sheeps, you are nothing! Let's go sheeps!", ed alla vista di un uomo che manifestava col suo bambino "Just one son, mate! Just one! I'm sorry mate... No more work!" indicando il di lui pistolino.
Scene impagabili.

Sono tornato a dormire a casa dopo diverse notti passate altrove ed ho notato diversi cambiamenti. Credo ci sia una nuova ragazza nell'appartamento, perche' il tocco femminile si nota gia'. Tipo che le posate sono nel primo cassetto, e non sparpagliate sul lavandino. Ed abbiamo perfino delle nuove tazze. Una donna in casa e' sempre preziosa.

Programma della mia improba giornata di domani: BBQ al parco con i classmates, cena con gli stessi preparata da me (reclamano una carbonara e vogliono capire se davvero si riesce a prepararla con meno di 562309587240 ingredienti) e seratona da baldoria in centro.
Per la cronaca, altra cosa culturalmente interessante di questa citta' e' l'apprezzare come si vestono le fie nel weekend: TUTTE in canotta (e, credete a me che non son freddoloso, di sera una giacca ci sta da dio), con shorts vertiginosi (ahime', anche quelle che davvero non se lo possono permettere...) e scollature da assoluzione in un processo per violenza (nessuna divisione Bon, assoluzione piena).
Il tutto perche' (dicono) i ragazzi australiani son cosi' tonti, svagati, impacciati e disinteressati che la loro evoluzione le ha portate a vestirsi cosi' per poter attirare l'attenzione dell'esemplare maschio.
Per fortuna (dicono) che siamo arrivati noi europei a salvarle dalla fame.

Buon weekend amici/nemici/amanti/benauguranti!

P.S. Noto che in tantissimi mi seguite ma mi piacerebbe che chi non ha mai commentato lo facesse almeno per una volta, cosi' da farmi avere una specie di mini-censimento dei miei amici-visitatori. Chiamatelo pure, se volete, narcisismo cybernetico. Byezz

sabato 12 aprile 2008

Day - 39

Buondì fioi!
Vi scrivo da un'assolata Melbourne, dove l'estate non accenna a farsi da parte (nonostante sia finita da diverse settimane) ed il sole costringe a vestirsi ancora con infradito e pantaloni corti.
La novità della settimana è che, a Dio piacendo, ho trovato un lavoro!
Domani avrò la mia prima serata di prova come cameriere in una pizzeria italiana di Kew, un quartiere nella zona est di Melbourne.
Vedrò di cavarmela con onore e di non esser cacciato immediatamente, perché mi pare una buona opzione sia per le persone che lo dirigono, sia perché sembra di qualità, sia perché a livello di ubicazione/turni/soldi è quel che cercavo.
Pregate per me, affinché il mio proverbiale tremasso alle mani non abbia la meglio.

Coi miei amici colombiani stiamo definendo meglio l'itinerario del nostro super-viaggio, dovremmo partire da Sydney attorno alla fine di giugno e, con macchina noleggiata, risalire tutta la costa est fino a Cairns, la città tropicale per eccellenza. Di mezzo ci aspettano meraviglie come la Grande Barriera Corallina e Fraser Island (l'isola di sabbia più grande del mondo, un paradiso da poster di agenzia di viaggi), posti cafoni e divertenti come Surfers Paradise e chissà quante altre (dis)/avventure.
Ovviamente si accettano dritte da chi ci è già stato, il tempo per calibrare al meglio il viaggio non manca di certo...

La scorsa settimana sono stato in gita con la scuola (sì, come i bambini...) al Game On, ossia l'esposizione museale della storia dei videogiochi.
Davvero bellissimo, da lacrime agli occhi visitare questa sorta di sala giochi (in cui si poteva giocare a tutto, gratuitamente) in cui si partiva da e, attraverso Space Invaders per arrivare, attraverso Pacman, SuperMario, Street Fighters ed i vari Pes, agli ultimi giochi interattivi tipo Nintendo Wii.
Tra le varie cose ho sfidato Inseok, il mio compagno koreano, a Pes 2008, venendo puntualmente (anche se talvolta solo ai rigori) sconfitto.
Sfidare un koreano ad un qualsivoglia videogioco è, in generale, una scelta piuttosto stupida.
Ora, stufo di star di fronte ad uno schermo, vado a stravaccarmi sotto il sole nel parco qui di fronte.
Un bacione a tutti mates!

P.S.: Piaciute le foto?

lunedì 7 aprile 2008

Day - 34

Metti una domenica calda e soleggiata in quel di Melbourne...
Come capitalizzare?
Ieri sono stato in gita, su mirabile iniziativa della compagnia dei fioi italiani che studiano/lavorano/cazzeggiano qui a Melbourne.
Abbiamo noleggiato un van 7 posti (che tanto mi ricordava il mitico ErVi) e siamo partiti alla volta di Healesville, una cittadina a circa 90 minuti di macchina da Melbourne.
Arrivati in questa tipica cittadina australiana che fa tanto country, abbiamo pranzato in un ristorantino.
Poi siamo saliti di nuovo in macchina verso la nostra vera destinazione: il Kangaroo Sanctuary.
Trattasi di una stupenda riserva naturale, dove è possibile vedere praticamente tutti gli animali australiani più celebri. Ma procediamo con ordine.


Il primo animale a palesarsi è stato un simpatico koala che per tutto il tempo si è messo in posa seduto come un umano suo ramo. Davvero carinissimo.
Ogni tanto, questi placidi aminali, cominciano a saltare da un ramo all'altro come scimmiette, anche se son parecchio goffi.
Infatti, dopo pochi secondi di attività fisica si stravaccano su un ramo e sonnecchiano per qualche ora per ricaricare le pile dopo il "duro" sforzo.
Che dici Gab? Sembra un po' Tomass? È la foto che desideravi?
Nel mentre degli ibis ci passeggiavano sui piedi per farsi notare, ma davvero non se li cagava nessuno, avendo questi orsacchiotti davanti agli occhi.

Subito dopo arriviamo al grande protagonista del parco, ameno per nomea.
I canguri giganti!
Son davvero bellissimi, il brutto però è che sembravano parecchio assonnati perché avevano appena mangiato, perciò sono tutti in collassata completa, non molto attivi. Comunque visto che prima di questi, gli unici canguri che avevo visto erano quelli che mi ero mangiato al barbecue, la soddisfazione di averli di fronte, in carne (aridàje) e ossa è tanta.
Son davvero grandi, in piedi di sicuro son più alti di me. So che se gli rimpi le palle son pure potenzialmente pericolosi, ma davvero questi sembrano troppo stanchi per poter nuocere ad alcuno.

Poi ecco un animale che avevo rimosso dalla mente: chi di voi ha visto "Bianca e Bernie nella terra dei canguri"? Vi ricordate il draghetto cancaro e goffo, compare del "cattivo" del film? È enorme, un lucertolone di tipo due metri. Provo ancora rancore per tutto il male che ha fatto ai due topini disneyani...

Ma eccoci all'incontro della giornata: i wallabies!!!
Senz'altro fra le cose più tenere che abbia visto nella mia vita. E non alludo alla suddetta carne da BBQ, bensì al fatto che questi simpatici cangurini amano giocare con gli umani a tal punto che son loro a farsi avanti per ricevere carezze, coccole e per giocare con noi.
Avrei passato con loro una giornata intera, troppo dolci. Anche il più cattivo ed insensibile di voi si sarebbe sciolto davanti a cotanta dolcezza.
Abbiamo fatto milioni di foto, credo che le loro piccole pupille siano ormai compromesse per sempre. C'è anche un bel video,che vi mostrerò al più presto, per farvi assaporare il gusto mieloso di quei momenti.
Voglio un wallaby.
Anche se probabilmente Sebastian cercherebbe di mangiarselo.
Proseguendo nella riserva abbiamo visto pappagalli, diavoli della tasmania (sìsì, il mitico Taz, ma, credetemi, non girano su loro stessi), rettili vari ed il celeberrimo ornitorinco, anche lui dolcissimo nella sua insulsaggine (un animale acquatico col becco, il corpo da lontra e che produce uova...).
Una gita davvero stupenda...
Aggiungo le altre foto in un album qui a sinistra, spero vi piacciano.
Aspetto i vostri commenti e vi abbraccio tutti, salutandovi con il più classico degli...
C yaaaaa!

sabato 5 aprile 2008

Day - 32

E il primo mese è passato...
E' un tempo sufficiente per iniziare a capire con miglior capacità di giudizio croci e delizie di questo posto.
La cosa che mi infastidisce di più, per ora, è che in questo posto essere un avvocato (non lo sono ovviamente, ma è funzionale all'esempio) vale meno, a livello lavorativo, che aver fatto il cameriere in una pizzeria per una settimana nella propria vita.
Il costo della vita qui comunque è così basso (circa la metà rispetto all'Italia) che anche non lavorando per tutta la vacanza riuscirei a reffare benissimo.
Ovviamente sarà mia premura cercare qualcosa al più presto, anche se comunque quando finirò il corso sarà molto più facile trovare un buon posto.

Nel frattempo ho forse trovato quelli che potrebbero essere i miei compagni di viaggio verso la Gold Coast: trattasi di due miei compagni di corso colombiani, Juan e Lucas, i quali avevano in mente il mio stesso tragitto.

Versante fauna locale: qualche insetto del cazzo mi ha morso la caviglia due giorni fa ed in questo momento ho due enormi bozzi pruriginosi sulla stessa... che due coglioni 'sta biodiversità!
Mi è stato spiegato che il mio corpo è "addestrato" a rispondere solo alle sostanze prodotte dai nostri amati e culturalmente avanzati insetti europei. Quindi ogni sostanza sconosciuta, introdotta da uno di 'ste schifo al culo di bestie, provoca nel corpo reazioni sovradimensionate rispetto al reale pericolo del morso stesso.
Li odio.

In questi giorni ho sperimentato un ristorante davvero curioso:
Piccola introduzione, credo che la nostra amica Marsa il paradiso se lo dovrebbe immaginare come Melbourne... perchè?!
Perché è la capitale mondiale dei vegetariani. Qui, fra le migliaia di ristoranti presenti, ve ne sono tantissimi vegetariani, ed altrettanti vegani, tanto per spingere il limite un po' più in là.
Essere vegani qui è chic quanto avere le piante dei piedi come i battistrada Pirelli, perciò per gli amanti del genere la scelta è presoché illimitata.
Son stato trascinato nel più famoso di questi, chiamato (in sigla) L.A.A.
Un ristorante vegano significa, per me, che le mie possibilità di mangiare qualcosa sono circa del 5%.
Prima cosa simpatica: i menù sono fatti con le custodie di vecchi vinili anni '60-'70, ognuno diverso e con la soundtrack nel retro.
Prima cosa antipatica: nel simpatico menù non son riportati i prezzi, che volponi 'sti vegani...
Seconda cosa simpatica: alla fine ho mangiato vari tipi di pane con diecimila salse diverse e riso, mi è andata bene visti i miei gusti difficilissimi in fatto di vegetali.
Seconda cosa antipatica: mangiare 'sti quattro strafanti non ti sazia esattamente come una fiorentina al sangue...
Terza cosa simpatica: arriva il momento del conto. Ci arriva un foglietto scritto a mano al posto dello scontrino e subito mi sembra di essere a Pescoluse...
Poi guardo questo strano scontrino e leggo: "bill: ? ; tips: ?" e mi viene data una penna in mano...
Enorme punto interrogativo, poi la spiegazione:
Il conto lo decidi tu.
Non sto scherzando.
Scegli tu l'importo del conto (bill) e della mancia (tips). Può essere zero, se ti ha fatto schifo.
E se non hai soldi paghi quando puoi, o dai una mano per pulire o portare i piatti.
La cosa incredibile è che il brillantone che si è inventato 'sta trovata, un ragazzo dello Sri Lanka, sta pure facendo i soldi ed è eroe cittadino perché ha creato un'organizzazione no-profit per aiutare i bisognosi.
Ovviamente fanno perno sulla coscienza di ognuno ed in questo modo probabilmente vengono pagati mediamente più del dovuto, ma sono anche meta di molti fricchettoni e backpackers squattrinati.
Altra divertente trovata: se mentre mangi rompi un bicchiere o un piatto, devi metterti in piedi su una sedia e cantare per tutti per almeno 2 minuti consecutivi.
Non ci tornerei per mangiare, ma è stata un'esperienza divertente, che abbiamo pensato di retribuire con 10$ a testa (6€ nostri, sembrano pochi ma qui ci mangi in ristorante con quei soldi).

Vi saluto e vado a cercare una bistecca al sangue... a presto ragazzi!

lunedì 31 marzo 2008

Day - 27


Buondi' fioi,
Il BBQ con le asiatiche si e' trasformato in una cena veramente ottima in un ristorante giapponese. Al ritorno a casa ho avuto il mio primo incontro con degli opossum che vivono nel parco. Bestioline simpaticissime, ma so che e' vietato dar loro da mangiare perche' ce ne sono troppi.
Sabato sera son stato ad un gig (pron. "ghig", il tipico concerto del gruppo di un tuo amico che vai a vedere in un locale, n.d.A.) e per l'ennesima volta mi e' stato offerto da bere a oltranza nella (vana) speranza di ridurmi ai minimi termini. Piu' che alla mia resistenza l'insuccesso dell'operazione (peraltro graditissima) e' stato frutto della cronica incapacita' australiana di affrontare seppur minime dosi di alcool.
Il gruppo si chiama Autumn Grey, e' capitanato da Jim, uno dei coinquilini della casa che ormai sta diventando la mia dimora per l'80% delle mie giornate, e suona un rock-pop melodico veramente di qualita', forse un pochino monotono perche' in quasi tutte le canzoni o si parla con dolcezza di un amore che prosegue bene, o con pena di un amore finito male. Bravi comunque.

Torniamo al capitolo hangover (sbronza): dunque domenica mattina mi son svegliato in questa casa popolata da zombie in collassata post-alcool, ed io, unico arzillo, me ne son andato al supermarket per comprare qualcosa per colazione. Me ne son tornato a casa con degli ottimi cookies con tre tipi di cioccolato dentro e della Nutella, da utilizzare in coppia coi suddetti biscotti ovviamente.
Ebbene, me ne stavo sul divano, placido e giocondo, mangiando questa meraviglia, quando vedo sti quattro zombie (2 fioi e 2 fie) che mi guardano schifati e stupefatti.
"Are you eating biscuits and nutella for breakfast?!?!?!"
"Bea, perche'?!" rispondo io, ovviamente in perfetto inglese, "quando cazzo dovrei mangiarli, nel corso della giornata, dei biscotti con della nutella?!".
Questi continuavano a guardarmi schifati (si fossero visti in faccia poi... parevano Tomestre al ristorante "Al Paradiso" di Pescoluse).
Il loro sguardo severo ha continuato a fissarmi anche mentre addentavano il loro mattutino sandwich con tonnomaionesecipollaaglioformaggiopollospinacicanimortiecc, salvo poi scoprire che, appena ho girato l'angolo, hanno voluto provare l'esperienza esotica di affondare uno di quei biscotti nella nutella e di assaggiare il risultato, venendo immediatamente colti da visioni mistiche mariane.
Il pranzo di sabato l'ho trascorso con quella famiglia italo-australiana che mi aveva ospitato per qualche giorno un paio di settimane fa. Sono ormai diventati dei nonni australi per me.
Come vi ho detto, nonostante le 5 vodka liscia, stavo bene, ma ugualmente l'idea di bere non mi affascinava granche'.
Quindi e' stato piuttosto difficile assecondare la pretesa di Frank, l'uomo di casa, che ama smezzare con me intere bottiglie di vino.
Satollo come un porco e pieno di vino ben oltre i miei desideri, credevo di morire.
Ma in questi casi c'e' solo un posto, peggio dell'inferno, in cui puoi capitare.
Il Furlan Club.
Trattasi del club furlano di Melbourne, in cui si parla quel dialetto incomprensibile e ci si fa compagnia parlando dell'Udinese, giocando a carte, ma soprattutto bevendo ettolitri di alcool.
I miei nonni Melbourniani mi ci hanno voluto portare per visitarlo.
Esperienza piacevolissima, ma davvero il mio fegato stava piangendo.
Subito mi hanno voluto portare al Veneto Club, dove puoi vedere gente praticare qualsiasi tipo di sport e sentire frasi tipo "What are you doing?! Ti xe un mona!".
In questi posti il kitch e la senilita' regnano sovrani, con una bella bottiglia di vino a fare da scettro.
Serata conclusa con altra trionfale pasta preparata da me nella casa dei miei amici e della fanciulla.
Non e' tanto il mio spirito di generosita' a spingermi a cucinare cosi' spesso, quanto il fatto che voglio evitare di mangiare cose tipo quel che dovrebbe essere un semplice e splendido risotto ai funghi con dentro pollofinocchioinsalatamelanzane e cucinato alla cazzo, come mi e' successo.
Mi e' venuta fame fioi, un bacione a tutti e a prestissimo!

P.S.: anche se a volte non replico, i vostri commenti son apprezzatissimi, prova tangibile che qualcuno mi caga :)

Ubicazione