La prima tappa del mio viaggio è stata Sydney, la città più famosa d'Australia.
La mia curiosità più grande era quella di stabilire personalmente la mia preferita tra Melbourne e Sydney: la rivalità tra le due è sentitissima.
Questa città mi ha comunque subito affascinato: edifici eleganti, strade ordinate e curatissimi parchi costellano il centro della città. Una lunga strada che attraversa Sydney da nord a sud ci ha portato dall'ostello ai luoghi più interessanti sul porto.
Piccola digressione sull'ostello: abbiamo soggiornato nel celeberrimo “Wake Up!”, eletto miglior ostello di grandi dimensioni del mondo.
I prezzi son altini rispetto alla media (che tradotto in europeo significa alla fin fine ridicoli 15€ a notte!), l'organizzazione è stupefacente e le possibilità di intrattenimento infinite.
In più nel piano interrato si trova il “Side Bar” ossia il discopub dell'ostello, in cui si entra gratis e si può far Baldoria (sì, con la b maiuscola!) ogni santa sera della settimana, senza notare nessunissima differenza tra giorni feriali e festivi.
Consigliatissimo, uno potrebbe andar a Sydney anche solo per star rinchiuso in quel posto una settimana...
Torniamo alla città: alla fine del lungo viale si giunge alla celeberrima Sydney Opera House, ossia quello che è senza dubbio l'edificio-simbolo di Sydney e, secondo i più, dell'intera Australia.
Alla sinistra del porto si trova l'Harbour Bridge, un ponte imponente che collega la zona sud e la zona nord della città, divisa in due da una baia.
L'Opera House è davvero un edificio celeberrimo, ma non avrei mai immaginato che le bianche “vele” che ne caratterizzano l'aspetto fossero ricoperte di lucide piastrelle bianche che ricordano un po' quelle tipiche dei bagni...
Il secondo giorno, alzandoci stoicamente alle 6.30 dopo una notte brava, abbiamo partecipato ad un tour alle Blue Mountains.
Trattasi di una catena montuosa a poche decine di km da Sydney intervallata da vallate spettacolari e rigogliose foreste di eucalipto.
E' proprio l'evaporazione dell'olio presente nelle foglie di eucalipto a formare quella tipica nebbiolina azzurra che sovrasta queste vette (da qui il nome Blue Mountains).
Il tour era guidato da un ragazzone di nome Ross, personaggio tranquillone e simpatico, che ha presto contagiato tutta la truppa col suo buonumore ed il suo stile rilassato.
Dapprima ci siamo fermati su un prato dove abbiamo avvicinato dei canguri selvatici, poi siamo arrivati al punto panoramico da dove è possibile ammirare l'incantevole vallata. Infine abbiamo passato due ore buone a fare bushwalking, ossia una camminata montanara dalle tre cime chiamate “Three Sisters” fino ad un altro punto della vallata attraverso 9000 scalini ricavati nella roccia e una fitta foresta pluviale.
Stancante da morire, ma i paesaggi che ho potuto ammirare valevano tutta la fatica del mondo.
Successiva serata tranquilla? Macchè: ci siamo scolati 1 litro di spritz (prodotto col prosecco trevigiano e l'Aperol comprati prima della partenza a Melbourne) per poi infilarci nell'ennesima bolgia al club dell'ostello.
L'ultimo giorno l'abbiamo dedicato allo shopping e soprattutto alla nostra missione: vedere la Opera House dall'acqua, con la stessa prospettiva con cui ognuno di voi se la ricorda.
Il problema è che il porto di Sydney è costellato di chioschi che cercano di vendere tour della baia in barca a prezzi gonfiati contando sulla dabbenaggine della gente.
Tuttavia non ci siamo fatti abbindolare ed abbiamo comprato un semplice ed economico biglietto del traghetto del trasporto pubblico, scegliendo (invero disponendo di indicazioni tutt'altro che chiare) una tratta che facesse una traiettoria favorevole.
Il risultato è stato a dir poco incantevole: la vista dell'Opera House dalla baia è assolutamente suggestiva. In più, senza neanche saperlo, abbiamo preso il traghetto che portava a Moreman Bay, una bellissima baietta chiusa a 10 min di navigazione dal porto, circondata da casette bellissime ed un romantico porticciolo. Abbiamo passato qui un'oretta nella quale abbiamo dovuto diventare membri del locale Yatch Club per poter bere un cappuccino.
Il viaggio di ritorno verso il centro di Sydney è stato memorabile: fortunatamente siamo partiti proprio nel momento più suggestivo del tramonto, con un cielo rosso fuoco che circondava l'Harbour Bridge e l'Opera House. Ne ho ovviamente approfittato per effettuare delle bellissime riprese con la telecamera.
In conclusione, Sydney mi è davvero piaciuta.
Mi son davvero divertito qui, nonostante un raffreddore epico che credo essere il regalo d'addio del mio coinquilino Jim ('cci sua...) e la febbre che ne è conseguita due sere fa (risolta, nel mio bello stile, a colpi di vodka liscia, secondo il modo di dire per cui “se fa male a te, immagina quanto può far male ad un microscopico virus”).
Penso di poter dire che questa città sia davvero (almeno per quanto riguarda il centro) più bella ed elegante di Melbourne, ma credo sia vero, come molti affermano, che Melbourne abbia un carattere ed uno stile superiori.
Prevedo comunque che, con buona pace di Carrie e Jenna, mi toglierò dal gruppo di Facebook chiamato “Melbourne is better than Sydney”.
Ora si riparte, destinazione Byron Bay e, speriamo, il caldo!
C ya mates!
3 commenti:
non sapevo avessi una nuova telecamera =D buon proseguimento di viaggio!
Ehi noto con piacere che il tuo viaggio australiano è partito!Fai foto e video manetta!
PS:Questa della vodka contro la febbre mi mancava..
Ciao vecchio!Spero tu sia riuscito ad arrivare a Byron Bay e che lo stop a Brisbane ti abbia riservato qualche gradevole sorpresa!
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